Categorie


Articoli
2012

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 -
7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 -
13 - 14 - 15 - 16 - 17 - 18 -
19 - 20 - 21 -




Sabato 19 maggio 2012, news nr. 17


Ben ritrovati amici ed amiche di Professione Sogni!

Sappiamo bene che la crisi economica sta sconvolgendo tutto il mondo e praticamente quasi tutti i settori economici.
Facciamo un breve focus sulla situazione dell'industria travel and tourism.


Già dal 2010 circa il 40% delle imprese turistiche hanno registrato una performance economica negativa, risultato del minore potere di spesa delle famiglie, che ha modificato anche il comportamento d'acquisto di prodotti turistici.
Nel 2011 la quota delle imprese turistiche che hanno programmato a medio lungo termine (quindi anche nel 2012) nuove assunzioni aumenta seppur solo di qualche punto percentuale rispetto al 2010 ma la nota positiva è che la quota è maggiore nel settore turistico rispetto a tutti gli altri settori industriali e di servizi (33% contro 23%), grazie molto all'utilizzo di forza lavoro stagionale.
Nello specifico i due comparti centrali del turismo (strutture ricettive e imprese di servizi turistici) risultano più intenzionate a assumere, sia pure a contratti a tempo determinato e/o stagionale. A tale proposito le assunzioni avvengono soprattutto per far fronte alla stagionalità, sempre tipica del settore, e anche per sostituire persone che lasciano il proprio posto di lavoro per pensionamento oppure perché si spostano in un'altra azienda (1 su 3). Ma esiste anche una terza motivazione che fa riferimento alla crescita della domana e che comprende circa il 16% delle assunzioni.
Nel turismo invece restano meno frequenti i casi di assunzione per migliorare la qualità del servizio offerto o per incrementare l'organico ed espandere la propria attività e ciò è spesso da imputare alla ridotta dimensione delle imprese turistiche.

Circa l'80% delle assunzioni non stagionali nel settore turismo riguarda profili di livello medio, per esempio personale addetto alla reception e di front office. Le assunzioni di livello più alto, insomma di livello manageriale e esecutivo, sono invece circa il 3%. Ciò significa che la maggior parte delle assunzioni è per figure professionali tecniche e specializzate (agente di viaggi, agente di eventi, receptionist, ecc...) e per figure trasversali (per esempio addetti alla contabilità). Anche perché vi è una prevalenza di profili intermedi, le assunzioni di persone con istruzione più elevata non vanno oltre il 32% (contro il 53% degli altri settori): una differenza che è frutto anche del fatto che nel turismo non è così tanto importante la laurea ed anche perché spesso i programmi studio universitari sul turismo (specie per il settore travel), non entrano spesso nello specifico e nel tecnico, mentre nella pratica nel turismo sono ricercate figure con conoscenze pratiche e non solo teoriche. Per questo la quota di nuovi assunti per cui è richiesta una ulteriore formazione tecnica aumenta man mano che aumenta il livello di istruzione richiesto.
Per finire, sebbene potrebbe sembrare diversamente, le imprese turistiche risultano più disponibili a assumere candidati "alle prime armi" rispetto ad altri settori: infatti un'esperienza pregressa nel settore è richiesta per il 53% delle richieste di assunzioni. Il problema delle imprese turistiche invece è quello di trovare una scarsa presenza sul mercato del lavoro locale di persone specializzate per il turismo, fattore discriminante rispetto alle caratteristiche del candidato o la mancanza di esperienza.

A presto! Condividi