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Sabato 21 aprile 2012, news nr. 15


Ben ritrovati amici ed amiche di Professione Sogni!

Solo 20 anni fa' pochissimi conoscevano come fosse il turismo accessibile e se si conoscevano i bisogni da soddisfare, non si conosceva il target da raggiungere. Oggi sappiamo che non bisogna rispondere allo stato di disabilità, ma alle persone.
Oggi in Italia abbiamo capito che non è possibile dividere e categorizzare il mercato tra ciechi, sordi, chi usa la carrozzina, ecc.. ed allora abbiamo deciso di puntare sull'informazione, che metta queste persone in condizione di fare scelte consapevoli.


Sappiamo che in Italia questi clienti sono circa 4 milioni (65 in Europa): si tratta di un mercato composto da clienti che hanno esigenze e bisogni a cui di solito non vengono date risposte, non vengono a loro dedicate le attenzioni dalle imprese turistiche. Forse perché non sempre siamo abituati a prendere in considerazione questi bisogni nella vita comune. Si tratta anche di clienti che hanno bisogni non legati alle disabilità motorie, sensoriali o cognitive, infatti ne fanno parte anche gli anziani, le famiglie con bambini piccoli, chi ha intolleranze alimentari, diabetici, dializzati, ecc...: insomma tutti coloro che hanno ciò che tecnicamente si chiamano special needs.
Per affrontare questo mercato bisogna conoscere bene quali sono gli strumenti per potersi proporre in maniera professionale alle aspettative di tali client.
Prima di tutto le informazioni. Abbiamo detto infatti che bisogna avere ed offrire informazioni complete, oggettive, affidabili ed aggiornate, che possano mettere questi clienti in grado di fare scelte basate sui fatti. Oggi spesso l'accessibilità di una destinazione viene indicata come una generica disponibilità ad accogliere visitatori disabili oppure per la presenza di un servizio igienico accessibile.

Negli anni '90 partì allora il progetto Italia per Tutti, che mise a punto il sistema IGVAE (Informazione Garantita per la Valutazione della Accessibilità per le proprie Esigenze), sviluppato all'interno del maggiore sistema STARe (Servizi Turistici per l'Accessibilità e la Residenza confortevole), messo a punto dall'ENEA per conto del Dipartimento del Turismo.

Questo sistema si è concluso nel 2006, dopo essersi congiunto con il progetto gemello europeo CARE. Ne è derivata la prova certa che l'accoglienza e l'ospitalità, il sapersi relazionare con il cliente speciale ed i suoi bisogni sono strumenti indispensabili che spesso consentono di sopperire alle carenze strutturali dei servizi. Come conseguenza è nato il marchio di qualità sul turismo accessibile, chiamato V4A: un sistema di rilevazione delle informazioni oggettive attraverso modelli formativi a cui vengono sottoposti tutti i profili professionali coinvolti nella filiera turistica, quindi trasporti, hotel e strutture ricettive, tour operator, ecc... Oggi il V4A è un network a cui sono affiliati diversi operatori del settore, sebbene ancora il numero sia basso: un'affiliazione che è frutto della formazione effettuata direttamente in azienda dallo stesso V4A.

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